. IL PALAZZO – Martelli Porsenna & Patrone SRL

Il Palazzo

COSTRUITO NEL 1613

Il Palazzo sede della Martelli Porsenna & Patrone, originariamente facente parte di tre lotti appartenenti rispettivamente alle famiglie Tassa, Borzone e Bianco, viene costruito nel 1613 su progetto di Bartolomeo e Cesare Bianco ed è ispirato alla dimora di Cristoforo Spinola.

In precedenza i lotti, definitivamente accorpati nel 1700, risultavano nella proprietà degli Spinola di Via Luccoli come attestato da atti notarili del 1587.

L’edificio rimane nella proprietà dei Torriglia, senatori della Repubblica di Genova, fino al 1761, per passare a Gerolamo Durazzo fino al 1803, poi ai Lercari fino al 1827 e quindi alla famiglia Parodi, ad oggi rappresentata nella persona di Costanza.

La costruzione richiede quindici mesi, dall’11 marzo 1613 al mese di maggio 1614, con un costo di L. 15.700, moneta di Genova, e l’utilizzo di materiali ricavati nel Ponente, come la calce bianca del Monte Gazzo e la sabbia fossile di Sampierdarena, materiali trasportati via mare a Ponte Spinola ed inoltrati fino al cantiere grazie all’utilizzo di buoi ed asini.

I pavimenti del primo piano sono in cotto “di quadretti ordinari di Savona”, decorati i soffitti ed i sopraporta di epoca settecentesca del secondo piano.

La scala riprende quella del ‘600 con la modifica dei gradini da ardesia in marmo.

L’approvvigionamento idrico era garantito all’epoca da una cisterna all’interno dell’interrato che serviva le cucine tramite un pozzo di risalita, e nello spazio sottotetto si trovava anche un “polaro” per le galline.

Ai primi dell’Ottocento il Palazzo viene alzato di un piano con la probabile eliminazione di una precedente torre di cui rimane traccia in un capitello esterno tutt’ora visibile dal lato di Vico Testadoro.

Il recente restauro degli interni e delle facciate ha felicemente riportato alla luce la bellezza e la cura degli originari decori cinquecenteschi.

Il Palazzo

COSTRUITO NEL 1613

Il Palazzo sede della Martelli Porsenna & Patrone, originariamente facente parte di tre lotti appartenenti rispettivamente alle famiglie Tassa, Borzone e Bianco, viene costruito nel 1613 su progetto di Bartolomeo e Cesare Bianco ed è ispirato alla dimora di Cristoforo Spinola.

In precedenza i lotti, definitivamente accorpati nel 1700, risultavano nella proprietà degli Spinola di Via Luccoli come attestato da atti notarili del 1587.

L’edificio rimane nella proprietà dei Torriglia, senatori della Repubblica di Genova, fino al 1761, per passare a Gerolamo Durazzo fino al 1803, poi ai Lercari fino al 1827 e quindi alla famiglia Parodi, ad oggi rappresentata nella persona di Costanza.

La costruzione richiede quindici mesi, dall’11 marzo 1613 al mese di maggio 1614, con un costo di L. 15.700, moneta di Genova, e l’utilizzo di materiali ricavati nel Ponente, come la calce bianca del Monte Gazzo e la sabbia fossile di Sampierdarena, materiali trasportati via mare a Ponte Spinola ed inoltrati fino al cantiere grazie all’utilizzo di buoi ed asini.

I pavimenti del primo piano sono in cotto “di quadretti ordinari di Savona”, decorati i soffitti ed i sopraporta di epoca settecentesca del secondo piano.

La scala riprende quella del ‘600 con la modifica dei gradini da ardesia in marmo.

L’approvvigionamento idrico era garantito all’epoca da una cisterna all’interno dell’interrato che serviva le cucine tramite un pozzo di risalita, e nello spazio sottotetto si trovava anche un “polaro” per le galline.

Ai primi dell’Ottocento il Palazzo viene alzato di un piano con la probabile eliminazione di una precedente torre di cui rimane traccia in un capitello esterno tutt’ora visibile dal lato di Vico Testadoro.

Il recente restauro degli interni e delle facciate ha felicemente riportato alla luce la bellezza e la cura degli originari decori cinquecenteschi.

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